La Comunità Montana Vallo di Diano gestisce un vasto comprensorio situato nella porzione sud-orientale della regione Campania, al confine con la Basilicata. Geograficamente, il Vallo di Diano si presenta come un vasto e fertile altopiano di origine pleistocenica (nato dal prosciugamento di un antico lago), lungo circa 37 km e attraversato dal fiume Tanagro. La pianura è racchiusa a est dalle storiche montagne della Maddalena e a ovest dai massicci degli Alburni e del Cilento.
L’Ente ha una superficie territoriale di oltre 718 km² e coordina le funzioni associate, i servizi territoriali e i progetti di sviluppo locale (come la Strategia Nazionale Aree Interne) per 15 Comuni montani e parzialmente montani:
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Atena Lucana
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Buonabitacolo
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Casalbuono
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Monte San Giacomo
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Montesano sulla Marcellana
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Padula (Sede ufficiale dell’Ente)
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Pertosa
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Polla
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Sala Consilina
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San Pietro al Tanagro
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San Rufo
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Sant’Arsenio
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Sanza
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Sassano
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Teggiano
Dalla Preistoria all’Epoca Romana
Le tracce dell’uomo nel Vallo di Diano affondano le radici nel Paleolitico medio e nel Neolitico, come documentano i reperti rinvenuti nella Grotta di Vallicelli (Monte San Giacomo) e nelle Grotte di Polla e Pertosa. In epoca antica, la valle beneficiò dei flussi commerciali e culturali delle colonie della Magna Grecia, diventando poi terra d’insediamento per il popolo italico dei Lucani.
Con la dominazione della Repubblica Romana, l’area assunse un ruolo geopolitico strategico: nel 128 a.C. venne tracciata la celebre Via Popilia-Annia (la strada Reggio-Capua), che trasformò il comprensorio in uno snodo fondamentale per i commerci diretti verso il profondo Sud d’Italia. I resti monumentali visibili ad Atena Lucana, Padula, Teggiano e Sala Consilina testimoniano l’antica opulenza di questo periodo.
Il Medioevo, i Sanseverino e il Rinascimento
Nel periodo tardo-antico e medievale, le popolazioni si spostarono dalle pianure verso i colli per difendersi dalle invasioni barbariche (come il passaggio dei Visigoti nel 410 d.C.) e dall’impaludamento della valle. Nacque così la struttura dei paesi fortificati che caratterizza ancora oggi il paesaggio.
Dall’XI secolo il Vallo fu legato indissolubilmente alle vicende della potente famiglia dei Sanseverino, conti di Marsico e principi di Salerno. Sotto la loro giurisdizione feudale non solo fiorirono i casali del territorio, ma nel 1306 venne avviata la fondazione della grandiosa Certosa di San Lorenzo a Padula. Il Vallo divenne scenario di grandi eventi nazionali, come la famosa Congiura dei Baroni (1485) ordita da Antonello Sanseverino contro il re di Napoli.
Dal Settecento all’Unità d’Italia
Dopo le crisi legate alla peste del 1656, il Settecento portò una profonda rinascita grazie alle prime grandi opere di bonifica della piana promosse dai Borboni (tra cui lo sdoppiamento del Tanagro nei Lagni Regi). Nell’Ottocento, il Vallo si distinse per i moti risorgimentali e per lo sfortunato sbarco di Carlo Pisacane a Sapri, che vide l’area terreno di accesi scontri prima della proclamazione dell’Unità d’Italia nel 1861. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, il territorio subì la dura piaga dell’emigrazione di massa verso le Americhe, che ne ridisegnò l’assetto demografico.
L’Istituzione della Comunità Montana
La storia amministrativa dell’Ente moderno inizia ufficialmente il 28 febbraio 1975, in applicazione della Legge 1102/1971 per lo sviluppo delle zone montane. La prima storica assemblea – che riuniva i sindaci dei 14 comuni originari (a cui si unì in seguito Pertosa) – elesse come primo storico presidente Andrea De Laurentiis.
Da oltre mezzo secolo, la Comunità Montana rappresenta l’organo politico e istituzionale di riferimento per la programmazione del territorio. L’ente ha saputo guidare la transizione della valle verso la modernità, puntando sulla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, sulla gestione forestale e sulla promozione turistica integrata dei suoi straordinari attrattori:
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La Certosa di San Lorenzo a Padula, il centro storico di Teggiano e le Grotte di Pertosa-Auletta, riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
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Il massiccio del Cervati (la vetta più alta della Campania) e le oasi naturalistiche interne.
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Il brand territoriale e programmatico della “Città Montana della Biodiversità”, che orienta i progetti attuali verso la sostenibilità ecologica e la transizione energetica.
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ALBO PRESIDENTI DELLA COMUNITÀ MONTANA VALLO DI DIANO
- ANDREA DE LAURENTIIS dal 1975 al 1976
- GERARDO RITORTO dal 1976 al 1980
- ENRICO QUARANTA dal 1980 al 1983
- MICHELE MANZOLILLO dal 1983 al 1986
- ENRICO ZAMBROTTI dal 1986 al 1993
- CORRADO PANDOLFO dal 1993 al 2002
- VITTORIO ESPOSITO dal 2002 al 2008
- RAFFAELE ACCETTA dal 2009 al 2021
- FRANCESCO CAVALLONE dal 2021 al 2024
- VITTORIO ESPOSITO dal 2024 in carica
Pagina aggiornata il 02/08/2026
