AVVISO: I nuovi numeri telefonici per contattare gli uffici della Comunità Montana Vallo di Diano sono 0975 778388 e 0975 778409. Il numero di FAX è 0975 778041 - Gli uffici dell'Ente sono aperti nei giorni di Lunedi , Mercoledi e Venerdi dalle 8:00 alle 14:00 e Martedi e Giovedi dalle 8:00 alle 14:00 e dalle 14:30 alle 17:30
Presentazione

Presentazione

logo_cmvd.gifLa Comunità Montana Vallo di Diano è un Ente locale costituito in attuazione della legge ordinaria dello Stato n.1102 del 03/12/71 e della legge della Regione Campania n.31 del 1/9/1994.

L’attività istituzionale dell’ente è disciplinata, oltre che dalle su citate norme, dalla l.142/90 quest’ultima sostituita dal D. Lgs.18 agosto 2000 n. 267, dalla l. 97/94 (legge sulla montagna) e dalle norme dello Statuto dell’Ente.

 La Comunità è costituita dai comuni montani e parzialmente montani della provincia di Salerno:

 Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, Sassano e Teggiano.

Essa si propone di eliminare gli squilibri di natura sociale ed economica tra le zone montane e il resto del territorio nazionale; si interessa della difesa del suolo e della protezione della natura, dell’esecuzione di opere pubbliche e di bonifica montana al fine di dotare i territori montani delle infrastrutture e dei servizi civili idonei a consentire migliori condizioni di abitabilità ed un adeguato sviluppo economico.

 Si occupa dell’incentivazione di una nuova economia montana integrata e di iniziative economiche idonee alla valorizzazione di ogni tipo di risorse attuali e potenziali, dell’assegnazione a favore delle popolazioni delle Comunità Montane degli strumenti necessari ed idonei a compensare le condizioni di disagio derivanti dall’ambiente montano; infine, si pone l’obiettivo di migliorare il livello di  preparazione culturale e professionale delle popolazioni montane.

  Alla Comunità Montana viene affidato il compito di adottare piani pluriennali, di realizzare opere ed interventi, e di individuare gli strumenti necessari a perseguire gli obiettivi necessari allo sviluppo socio-economico.

Successivamente, la legge 97/94 ribadisce che la Comunità Montana è la struttura portante della politica di sviluppo e valorizzazione dei territori di sua pertinenza.

La Comunità Montana diventa promotrice della valorizzazione delle zone montane attraverso l’esercizio associato delle funzioni proprie dei Comuni e di ogni altra funzione ad essa delegata dai Comuni, dalle Province e dalle Regioni.

Il lavoro di programmazione  svolto dalla Comunità Montana consiste nell’elaborazione del Piano pluriennale di sviluppo socio-economico e territoriale attuato attraverso i programmi annuali operativi e si configura come strumento di pianificazione comprensoriale finalizzato ad indirizzare le scelte operative degli enti locali appartenenti alla Comunità Montana e a coordinare le iniziative locali compatibili proposte dai singoli comuni.

I piani pluriennali di sviluppo socio-economico hanno come finalità principale il consolidamento e lo sviluppo delle attività economiche e il miglioramento dei servizi; essi, inoltre, individuano le priorità di realizzazione degli interventi di salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente mediante il riassetto idrogeologico, la sistemazione idraulico-forestale, l’uso delle risorse idriche, la conservazione del patrimonio monumentale, dell’edilizia rurale, dei centri storici, e del paesaggio rurale e montano da porre a servizio dell’uomo ai fini dello sviluppo civile e sociale. Le previsioni di intervento per la salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente, mediante il riassetto idrogeologico, la sistemazione idraulico-forestale e l’uso delle risorse idriche, sono coordinate con i piani di bacino previsti dalla legge n. 183 del 18 Maggio 1989.

Gli interventi speciali per la montagna sono definiti secondo quattro profili principali:

1.       Territoriale, mediante formule di tutela e di promozione che tengano conto del loro valore naturalistico con riferimento allo sviluppo del sistema dei trasporti e della viabilità locale.

2.       Economico, per lo sviluppo delle attività economiche presenti sui territori montani da considerare aree depresse.

3.       Sociale, mediante la garanzia di adeguati servizi per la collettività.

4.       Culturale e delle tradizioni locali.


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